Il 2 aprile 2022 si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU.

Questa ricorrenza richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone coinvolte dallo spettro autistico al fine di sensibilizzare quanto più possibile su questa forma di disabilità.

Abbiamo deciso di aderire anche noi dedicando un’intervista a Erika Coppelli, Presidente dell’Associazione “Tortellante”: un laboratorio terapeutico e abilitativo, dove giovani con spettro autistico imparano a produrre pasta fresca fatta a mano sotto la supervisione di un Ambassador d’eccezione, lo chef stellato Massimo Bottura.

Come nasce “Tortellante”?

“Tortellante nasce come associazione di genitori, io stessa sono mamma di un ragazzo autistico di ventidue anni, con la crescita di mio figlio mi sono resa conto che effettivamente c’era un vuoto sociale finita la scuola e quindi, per non vanificare le terapie riabilitative svolte fin da piccolo, ho proposto all’interno dell’associazione Aut Aut di inventare qualcosa. Noi cerchiamo di abituare all’autonomia i nostri ragazzi e visto che all’interno dell’associazione c’era una cucina abbiamo pensato di farli provare a cucinare. Silvia Panini ha avuto l’idea di coinvolgerli nella produzione dei tortellini, tipici del nostro territorio modenese. Da lì è nata l’idea con lo scopo di renderli più autonomi possibile. Ci siamo resi conto che i ragazzi hanno imparato nell’arco di pochissimi mesi a produrre i tortellini grazie anche all’aiuto delle nonne che si sono rese disponibili a fare da “insegnanti”. Alla fine, è una idea facile, ripetibile, se ne potrebbero fare di Tortellanti con questa formula.”

erika coppelli
ragazzo fa la pasta a mano di fianco ad un membro dello staff

Avete un Ambassador straordinario: Massimo Bottura, che ci racconta su di lui?

“Oltre ad essere lo chef primo al mondo è stato davvero straordinario per la sua visione che va oltre, quando gli ho proposto di fare da testimonial ha accettato subito perché ha intravisto immediatamente le grandi potenzialità del progetto. Lui e sua moglie Lara hanno vissuto anche come genitori il miglioramento dei ragazzi.”

Il coinvolgimento degli anziani che connubio ha creato?

“Sicuramente un ottimo connubio, un vantaggio per tutti, abbiamo unito in un ambiente familiare disabilità e terza età. Sono due categorie che per certi versi condividono la sensazione di sentirsi esclusi, sperimentano in alcune fasi la sensazione di non essere più utili.

Alcune nonne, invece, sono tornate a ringraziarmi perché si sono sentite nuovamente utili. Le nonne con i loro nipoti autistici sono anche riuscite a creare un rapporto col nipote che magari prima faticavamo a instaurare. In generale, si è creato un ambiente familiare ma stimolante al tempo stesso che si è rilevato vantaggioso per tutti.”

Nella creazione della pasta fresca si racchiudono stimoli, aggregazione, manualità: tutte caratteristiche estremamente positive a livello riabilitativo. Che riscontri avete avuto?

“Mio figlio, ad esempio, in questi tre anni è stato rivalutato da una commissione di neuropsichiatria passando da un quoziente intellettivo di gravissimo ritardo cognitivo a lieve ritardo cognitivo. Mio figlio è diventato più abile a fare le cose e questo è accaduto anche per gli altri ragazzi. In questo ambiente sereno e stimolante abbiamo sperimentato che i ragazzi non hanno crisi di ansia, si sono azzerati questi episodi tipici degli autistici definiti comportamenti problema.”

I vostri tortellini sono diventati famosi, tanto che sono arrivati al presidente della Repubblica, al Papa, in Senato, come vivono questo successo i ragazzi?

“Sono consapevoli di quanto hanno costruito e di quanto stanno facendo e vivono questa esperienza con serenità, senza filtri. Quando sono andati da Mattarella hanno chiesto un selfie e hanno abbracciato il Papa!”

Per le famiglie dei ragazzi cosa rappresenta questo percorso?

“La famiglia che vede il figlio più sereno di conseguenza sta meglio, inoltre ci si sente meno soli perché siamo molte famiglie che si interfacciano a condividere lo stesso problema.>>

I progetti dell’Associazione Tortellante sono seguiti da un’Equipe clinica di professionisti guidata e supervisionata da Franco Nardocci, Neuropsichiatra con gli Psicologi Coordinatori Alessandro Rebuttini e Martina Rossetti.”

Come si struttura l’approccio verso i ragazzi?

Interviene direttamente la psicologa dell’associazione Dott.ssa Martina Rossetti:

staff tortellante e ragazzi fanno la pasta

“Abbiamo al nostro interno quindici operatori sanitari, varie professioni proprio perché lavoriamo con i ragazzi ognuno secondo le proprie competenze, abbiamo visto che unendo più professioni si ottengono risultati maggiori in termini riabilitativi. Copriamo tutto lo spettro autistico e quando un ragazzo arriva per la prima volta cerchiamo di fare una “fotografia “del ragazzo mediante un test. Dopo un anno e mezzo abbiamo notato grandi miglioramenti sia di autonomia che di socializzazione nonostante la riduzione delle attività dovute alla pandemia. Sulla base dei test somministrati creiamo dei progetti educativi ma identifichiamo obbiettivi individualizzati a lungo termine nell’arco della vita intera. Ad esempio, abbiamo gruppi che lavorano sulla gestione di emozioni come ansia e rabbia. Quello che imparano qui devono poi replicarlo nella vita sociale”.

Che progetti bollono in pentola per Tortellante?

“In una sorta di replicazione delle vecchie botteghe, si cerca di portare i ragazzi all’autonomia portandoli a fare dei pasti e piccoli soggiorni in autonomia e, inoltre, ci sarà l’apertura della bottega dove si troveranno i tortellini e altri alimenti da provare.

Abbiamo avuto un convegno con un esperto internazionale di autismo, il Prof. Persico, che ha proprio detto che il nostro modello è da seguire, c’è un miglioramento in tutto lo spettro. Abbiamo anche inserito due ragazzi nel mondo del lavoro che ora hanno un contratto di lavoro nel settore della ristorazione e sicuramente è un percorso di inserimento da perseguire.”

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