Negli ultimi tempi, sempre più spesso sentiamo parlare di tampon tax, un termine introdotto per descrivere l’imposta sul valore aggiunto iva che viene applicata su assorbenti, tamponi e coppette mestruali: un tema tornato prepotentemente sotto i riflettori e ampiamente dibattuto.

Cerchiamo di comprendere meglio di cosa si tratta e cosa ha deciso di compiere LloydsFarmacia – ragionando in termini di inclusione ed eguaglianza – come ha sottolineato lo stesso Domenico Laporta, Amministratore Delegato del gruppo.

In Italia è stata introdotta l’iva sugli assorbenti femminili nel 1972, come pure per altri beni, e tale aliquota è aumentata fino a raggiungere la quota massima del 22%.

Emerge, pertanto, che i prodotti igienici femminili non sono considerati beni di prima necessità bensì vengono equiparati ai beni di lusso.  A contrario, sono considerati beni di prima necessità alcuni farmaci, alimenti come il pane, il latte e i libri in quanto eticamente sono considerati fondamentali per poter garantire una vita dignitosa.

Eppure, questa categoria di prodotti rappresenta a pieno titolo un’esigenza legata al periodo fertile femminile e anche alla salute igienica della donna stessa, che influisce inevitabilmente ogni mese sul bilancio familiare.

Fortunatamente si sono sollevati dibattiti e perfino petizioni che, sotto lo slogan il ciclo non è un lusso, hanno acceso nell’opinione pubblica un’attenzione crescente su questo tema e che ha spinto molti paesi a ridurre o addirittura abolire questa aliquota con lo scopo di non discriminare il genere femminile. 

Ha fatto scalpore, ad esempio, che la Scozia abbia avviato un programma di distribuzione gratuita di assorbenti in tutte le scuole, ma sono molti i Paesi che si sono distinti, come ad esempio il Canada, l’India, l’Australia e lo stato di New York che hanno scelto di abolire la tassazione.

Una donna non può fare a meno dei prodotti igienico sanitari durante il ciclo mestruale ed è evidente che ogni passo compiuto per abolire o ridurre questa tassazione rappresenta un avanzamento verso l’eguaglianza di genere.

 In Italia nel 2019 la Camera dei deputati ha approvato un emendamento che abbasserà l’iva dal 22 al 5% ma questa soglia riguarderà soltanto gli assorbenti biodegradabili e quelli compostabili, ovvero una quota minoritaria rispetto alla maggior parte dei prodotti normalmente in commercio, ma quantomeno in linea con le misure attuate nell’ottica della sostenibilità ambientale. 

L’ultima legge di bilancio ha confermato, tuttavia, anche per il 2021 l’aliquota del 22% sugli assorbenti.

Questo tema coinvolge tutti perché tocca da vicino la dignità delle persone e la parità di genere; Lloydsfarmacia non si è tirata indietro e ha operato una scelta recependo l’urgenza di quella che è considerata una discriminazione fiscale e ha deciso pertanto di azzerare l’aliquota sugli assorbenti femminili venduti nelle proprie farmacie.

Lloydsfarmacia aderisce allo stop della tampon tax coinvolgendo dal 7 giugno, fino a tutto dicembre 2021 oltre 40 prodotti venduti nelle sue farmacie, le clienti potranno pertanto godere di uno sconto che eliminerà l’attuale aliquota iva del 22%. 

In attesa di una legge che elimini una ‘discriminazione fiscale di genere’ le farmacie dell’insegna si adoperano affinché, come ha ribadito lo stesso Amministratore Delegato del gruppo, – un bene a pieno titolo definibile come primario, non venga equiparato alla tassazione di quelli di lusso.

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