L’utilizzo della cosiddetta pillola anticoncezionale inizia già dagli anni 60 e attualmente si stimano ben 100 milioni di donne che la assumono. Solo in Italia circa il 14% della popolazione femminile fertile la utilizza.

Ma cos’è la pillola anticoncezionale? Tecnicamente si definisce COC, contraccettivo ormonale combinato.

La pillola estroprogestinica contiene un’associazione di due ormoni femminili (steroidi): un estrogeno e un progestinico. La tipologia delle molecole combinate e il rapporto tra le quantità di ormoni caratterizzano le differenti pillole attualmente disponibili, che si distinguono in quattro principali categorie:

PILLOLA MONOFASICA: a dosaggio fisso ovvero contenente in ogni pillola la stessa quantità di ormoni.

PILLOLA BIFASICA: a dosaggio variabile in due fasi in cui l’estrogeno è a dosaggio fisso e il progestinico viene assunto in due diversi dosaggi.

PILLOLA TRIFASICA: a dosaggio variabile in tre fasi, gli ormoni sono associati in 3 dosaggi differenti.

PILLOLA A DOSAGGIO DINAMICO O QUADRIFASICO: i quantitativi di ormone mimano il ciclo fisiologico della donna grazie al dosaggio dinamico che prevede una maggior stabilità ormonale.

Le pillole presenti attualmente in commercio possono contenere 21 o 28 compresse: nel primo caso si farà un’interruzione di una settimana fra una confezione e quella successiva, durante la quale comparirà il flusso cosiddetto pseudomestruale. Nella tipologia da 28 compresse, invece, sono presenti 24 o 26 pillole che contengono gli ormoni, mentre le rimanenti (4 o 2) sono placebo, cioè prive di principio attivo. Quest’ultima permette dunque di assumere la pillola tutti i giorni migliorando la compliance mnemonica.

Si è notato, infatti, che alcuni regimi a 28 giorni hanno un più basso tasso di fallimento contraccettivo.

L’efficacia di questo metodo contraccettivo si attesta quasi sul 100% e si basa su due meccanismi di azione: blocca l’ovulazione inducendo l’ipofisi (una ghiandola posta alla base del cervello) a non stimolare più le ovaie con i suoi ormoni e modifica la consistenza del muco prodotto all’interno del canale cervicale.

Nel corso degli anni inoltre, la progressiva diminuzione del contenuto di estrogeno e progestinico ha contribuito alla riduzione di effetti avversi.

Scarsa aderenza alla terapia: ho dimenticato di prendere la pillola!

Tuttavia, secondo la WHO l’aderenza alle terapie a lungo termine nei Paesi sviluppati non supera oggi il 50% e – nei Paesi in via di sviluppo – è addirittura inferiore.

La dimenticata assunzione delle dosi di estroprogestinici, in particolare se successiva al periodo di intervallo (o al placebo) rappresenta una comune causa di fallimento della contraccezione con un conseguente aumento del rischio di gravidanze indesiderate.

La scarsa aderenza alla terapia si può ricondurre a diversi fattori fra i quali la giovane età, uno stile di vita stressante e intenso e la mancanza di una routine stabilita.

È chiaro dunque che migliorare l’aderenza alla terapia ormonale è molto importante ed è un aspetto su cui focalizzare l’attenzione. Anzitutto accertarsi di aver compreso le istruzioni correttamente e poi cercare di legare il momento dell’assunzione ad un momento stabilito della giornata possibilmente nello stesso luogo e alla stessa ora.

Un ulteriore ausilio è rappresentato dai nuovi sistemi di “alert” presenti nei device attraverso APP in cui è possibile inserire il nome del farmaco e l’orario dell’assunzione. Attraverso l’App arriverà un segnale a ricordare il momento dell’assunzione.

Cosa fare quando si dimentica l’assunzione?

Se una singola dose è stata saltata, la pillola dimenticata va assunta appena possibile e quella seguente va assunta regolarmente come da programma alla stessa ora anche se questo significasse assumere due pillole insieme.

Come linea generale da seguire se la pillola dimenticata viene assunta entro le 12 ore dall’orario programmato la sicurezza contraccettiva non è modificata.

Nel caso di alcuni contraccettivi di ultima generazione (confezioni da 24 compresse e 4 di placebo) la finestra utile si allunga a 24 ore per assumere la pillola dimenticata senza ripercussioni sull’efficacia.

Se si superano le ore concesse dalla “finestra” o se addirittura le pillole dimenticate sono più di una la copertura anticoncezionale non è più garantita ed è necessario ricorrere ad altre misure contraccettive con i metodi di barriera come il profilattico.

Rivolgersi al ginecologo e al farmacista è comunque fondamentale in questi casi per ricevere informazioni e non correre rischi.

Articolo scritto con il contributo di Bayer.

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