Probabilmente a ognuno di voi sarà capitato di avvertire un pizzicore in bocca e poi notare delle dolorose ulcere rotondeggianti che da rosse diventano biancastre: si tratta delle afte.

Ma cosa sono le afte? Perché compaiono?

Quella che comunemente viene chiamata afta è la stomatite aftosa ricorrente (SAR), una patologia infiammatoria del cavo orale che si presenta sotto forma di ulcere dolorose nelle mucose (guance, interno delle labbra, ventre linguale o palato molle) e che compaiono ad intervalli più o meno regolari.

Le ulcere vengono classificate come minor se hanno un diametro inferiore a 1 cm o major se hanno un diametro maggiore. Quest’ultime tendono a durare più a lungo e a lasciare delle cicatrici.

Sebbene non sia ancora certa la causa scatenante si ipotizza che alcuni fattori possano essere strettamente coinvolti:

  • gli squilibri immunologici
  • familiarità
  • bassi livelli plasmatici di ferro, acido folico o vitamina B12
  • Traumi locali accidentali (es morso accidentale)
  • componenti psico-emotive come ansia e stress e affaticamento eccessivo
  • i cambiamenti ormonali (in particolare nella donna e correlati al ciclo mestruale)

Talune patologie sono considerate predisponenti, come la celiachia, le malattie infiammatorie intestinali (rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn) e le immunodeficienze di diversa natura. Sarà il medico a valutare la necessità di approfondimenti nella diagnosi.

Le afte non sono infettive, non sono contagiose e seguono un decorso che normalmente si risolve spontaneamente in un arco temporale di 5-10 giorni.

Sono caratterizzate, tuttavia, da un dolore intenso che può addirittura rendere difficoltosa la masticazione.

Come trattare le afte?

Per cercare di ridurre il fastidio e il dolore si può ricorrere ad applicare una pomata protettiva che riveste le zone ulcerate con una pellicola o anestetici topici per avere un sollievo, se pur temporaneo. Esistono dei preparati i varie formulazioni ( gel, collutorio, cerotti, spray) in grado di creare un film, che, proteggendo le lesioni dal contatto con agenti esterni irritanti, contribuiscono alla riduzione del dolore e favoriscono la cicatrizzazione.

Questo tipo di preparati si rivela utile anche nei casi di lesioni da sfregamento causate da apparecchi ortodontici.

Nei casi più severi, il medico può prescrivere anche trattamenti locali a base di farmaci cortisonici.

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Come applicare correttamente i rimedi locali?

Anzitutto è bene aver risciacquato la bocca con acqua e rimuovere eventuali residui dalle lesioni con una garza. Poi si può procedere ad applicare una piccola quantità di prodotto o con l’apposito beccuccio o aiutandosi con il dito.

Per permettere al prodotto di agire correttamente ed essere assorbito è meglio evitare di mangiare o bere per 15 minuti.

La prevenzione

Una corretta igiene orale è sicuramente un’arma valida di prevenzione, si raccomanda di lavare i denti con cura per almeno due minuti dopo ogni pasto.

Prestare particolare attenzione alla dieta escludendo gli alimenti irritanti (ad esempio cibi acidi e piccanti come aceto, agrumi, pepe, peperoncino, spezie) e assumendo invece alimenti ricchi di vitamine del gruppo B, vitamina E ed A è un’altra importante tattica di difesa.

Anche cercare di ridurre lo stress, per quanto possibile, può essere di aiuto.

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