Con il trascorrere del tempo ci troviamo ad affrontare alcuni effetti a lungo termine della pandemia da Sars-Cov2. Senza mai perdere di vista la prevenzione – le misure igienico sanitarie, i test che consentono di individuare rapidamente le persone infette e soprattutto la vaccinazione necessaria per impedire la diffusione del virus – emerge prepotentemente l’importanza della dimensione psicologica all’interno dell’emergenza sanitaria.

La salute mentale, del resto, risente fortemente di avvenimenti traumatici e di crisi come quella che stiamo affrontando e non a caso il supporto psicologico diventa sempre più centrale e riconosciuto.

Il sostegno psicologico sta entrando nella vita di tutti i giorni al pari di altre terapie comuni e routinarie con la consapevolezza che non necessariamente bisogna essere “malati” per ottenere benefici dal supporto dello specialista. In questa prospettiva, infatti, aumentano i servizi per via digitale, accessibili con facilità e con l’obiettivo di rendere consapevoli delle fragilità causate dall’emergenza Covid e individuare le soluzioni più idonee.

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LloydsFarmacia, da sempre sensibile e attenta a tutti agli aspetti che riguardano la salute ed il benessere a 360 gradi, ha deciso di collaborare con l’associazione Tages Onlus, un network di professionisti che opera nella salute mentale, per offrire ai clienti Lloyds la possibilità di intraprendere un percorso agevolato di psicoterapia online.

Come fare

Tramite la App Lloyds, dalla sezione Consulti Online, si accede al bottone ‘Psicologo Online’ che permette poi di atterrare direttamente al sito Tages e, inserendo il codice sconto presente nell’App, si ha un primo colloquio informativo gratuito e possibilità di accedere ad un pacchetto di sedute online individuali o di gruppo con tariffa ridotta.

Rivolgiamo qualche domanda su questo tema proprio al Dott. Simone Cheli – psicoterapeuta e Presidente di Tages Onlus.

Psicologo specializzato in psicoterapia, insegna Psicologia Clinica e Psicologia della Salute presso la Scuola di Scienze della Salute Umana, Università di Firenze, ed è responsabile della ricerca presso la SOSD Psiconcologia, Dipartimento Oncologico, USL Toscana Centro. È inoltre fondatore e presidente di Tages Onlus, un’associazione che si occupa di attività di ricerca e cliniche nell’ambito della salute mentale, essendo membro del Mental Health Europe e collaborando con varie università e istituzioni italiane ed estere. Nel corso degli anni Tages è arrivata a costituire un network di professionisti (Centri Clinici Tages) che si occupano dei vari ambiti della salute mentale e che promuovono ricerche cliniche e progetti socio-sanitari.

D: La pandemia ha accelerato il processo di digitalizzazione, molte attività ora si possono svolgere a distanza attraverso pc o smartphone, ci spiega cosa sta accadendo in tal senso per le sedute di psicoterapia e quali vantaggi offre questo approccio?

R: La pandemia ha imposto ai servizi di salute mentale un cambiamento che non era avvenuto negli ultimi 20 anni. Dico i servizi, perché in realtà gli studi mostravano già da tempo come gli interventi online possano essere sicuri ed efficaci. L’inatteso lockdown ad inizio del 2020 ha creato un contesto in cui non vi erano, nella gran parte dei casi, alternative agli interventi online.

Questo stravolgimento ha obbligato i centri di salute mentale e i professionisti ad adattarsi, affidandosi alle linee guida sulla telepsicologia. La sicurezza e l’efficacia di tali interventi segue di base i medesimi principi di tutta la salute mentale: I) Una valutazione di ingresso permette di capire se la persona e il problema presentato sono trattabili online (nel caso non lo siano viene effettuato un invio sul territorio) e quale sia il percorso più indicato. II) Un setting adeguato in cui terapeuta e cliente possano vedersi e sia garantita la privacy; III) Interventi personalizzati e basati su evidenze scientifiche.

I percorsi online offrono un notevole vantaggio in termini di costi economici e temporali, rendendo più facile accedere a servizi che altrimenti potrebbero non essere sostenibili. Nella gran parte dei casi quello che abbiamo sperimentato è un giudizio positivo da parte delle persone. Per quanto possano esservi pregiudizi in termini di minore efficacia e minor presenza emotiva da parte del professionista, gli utenti riescono a stabilire un legame significativo e a perseguire i loro obiettivi. Da parte loro i terapeuti devono essere adeguatamente formati ed essere parte di un team o rete di professionisti a cui appoggiarsi. La salute mentale è un ambito assai vasto per poter pensare di essere in grado di occuparsi di tutte le problematiche esistenti!

D: Le richieste di supporto psicologico negli ultimi 12 mesi sono aumentate, c’è una categoria particolarmente vulnerabile che ha risentito maggiormente dell’effetto della pandemia e con quali problematiche?

R: La sua domanda solleva un aspetto molto importante legato alla capacità di adattamento, capacità che è sempre funzione delle nostre caratteristiche e di quelle del contesto nel quale viviamo. Da un lato, infatti, molti studi hanno rilevato un generale incremento dei livelli di stress, sintomi ansiosi e depressivi nella popolazione generale. E questo incremento ha colpito maggiormente coloro che per varie ragioni erano in condizioni di rischio. 

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Pensiamo a persone con pregresse problematiche psicologiche o persone in condizioni di disagio familiare, lavorativo o economico. Esempio drammatico è quello legato alle donne esposte ad abusi domestici. Dall’altro lato, la pandemia ha visto fasi diverse legate alle cosiddette ondate che hanno avuto effetti diversi in base alle esperienze soggettive di ognuno di noi. Persone più introverse che avevano affrontato bene la fase dei lockdown, hanno sperimentato spesso un crescente timore e preoccupazione alle riaperture. Similmente, al passare dei mesi e al perdurare della pandemia sono aumentati gli accessi in cui una problematica ricorrente era legata alla perdita di senso e scopo nella propria vita.

D: I giovanissimi hanno pagato uno scotto molto alto, adattandosi forzatamente a nuovi stili di vita come la didattica a distanza ma in una fase della loro vita in un cui socialità, scuola e attività sportive sono fondamentali: sono molti i genitori che si rivolgono a voi preoccupati per la condizione dei figli?

R: In termini di richieste non abbiamo registrato un incremento diverso rispetto al resto della popolazione. Al contempo tutti gli accessi ai servizi rivolti ai minori hanno tra i temi presentati sempre l’impatto della COVID-19. Come Tages siamo parte di un progetto europeo, ProWell, che è finalizzato allo sviluppo di linee guida per la formazione e il supporto ad insegnanti nell’affrontare gli effetti di lungo corso della pandemia e della didattica a distanza.

Negli ultimi mesi abbiamo condotto dei focus group con docenti e persone che lavorano con minori (es. allenatori; professionisti sanitari; etc.) e quel che emerge è una sofferenza psicologica che nel corso dei mesi è aumentata ed ha in particolare colpito gli adolescenti. In una fase di cambiamenti psicofisiologici come l’adolescenza la frammentazione dei contatti interpersonali e delle “usuali” esperienze sembra aver generato notevole disagio psicologico e scolastico.

D: L’isolamento sociale genera disturbi come ansia, irritabilità, depressione e insonnia, sono emerse delle patologie “nuove” – soprattutto tra i giovani – che negli anni scorsi non venivano riscontrate?

R: Non so se possiamo parlare di nuove problematiche. Quello che è certo, come dicevo, è un processo di esacerbazione della sofferenza psicologica a seguito della pandemia. E sicuramente una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e della pubblica opinione su certe tematiche. Come Tages abbiamo cercato di rispondere a questa domanda sanitaria conducendo studi clinici.

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Mi limito ad un esempio. Proprio per la peculiarità evolutiva dell’adolescenza molte manifestazioni di sofferenza compaiono spesso in questa fase. E una delle possibili risposte alla percezione di un mondo caratterizzato da minacce fisiche (es. la COVID-19) e psicologiche (es. i rapporti con i pari) è quella dell’evitamento sociale. Una condizione inizialmente individuata in Giappone e che sempre più riscontriamo anche in Occidente è il cosiddetto hikikomori, una grave forma di ritiro sociale in cui gli adolescenti o giovani adulti arrivano a non uscire più dalle proprie camere.

Secondo Takahiro Kato, il massimo esperto del tema, questa condizione è la risultante finale di un progressivo rifiuto della società che si associa a un crescente appiattimento emotivo e a una riduzione degli interessi personali. Come Tages stiamo conducendo uno studio internazionale per cercare di capire quali siano le somiglianze e differenze tra Italia, Giappone e UK in quelli che sono considerati i sintomi precursori dell’hikikomori. E che quindi dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte di clinici, genitori e insegnanti.

Porta sempre con te l’opportunità di intraprendere il tuo percorso di psicoterapia personalizzato online: scarica la nostra app, inserisci il codice sconto, e accedi al sito di Tages Onlus per iniziare!

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