Con l’avanzare dell’età, perdite di memoria e difficoltà cognitive possono diventare frequenti. Imparare a riconoscere al più presto quando queste forme di demenza (non avere paura ad usare questo termine!) diventano patologiche, è importante per affrontarle in maniera appropriata.
Al di sotto dei 65 anni perdite di memoria patologiche e altre forme di demenza sono molto rare. Al di sopra di quest’età le persone che ne sono affette vanno dal 4 al 6% della popolazione, ma questa percentuale aumenta con l’età.

Si parla di demenza quando, oltre al “deterioramento” della memoria, la persona che ne è affetta ha qualche difficoltà anche in altri campi. La forma di demenza più nota con perdita di memoria è sicuramente la malattia di Alzheimer.

Una diagnosi precoce può fare la differenza per la persona malata e anche per i suoi cari nell’ assistenza.

L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI TEMPESTIVA

La sola presenza di piccole dimenticanze o difficoltà linguistiche non è sufficiente per poter diagnosticare la malattia. Molte persone hanno problemi di memoria ma ciò non significa che soffrano del morbo di Alzheimer o di altre forme di demenza.

Osservare il comportamento della persona è fondamentale. Ecco dieci segnali utili per una diagnosi tempestiva:

  1.  DIFFICOLTA’ NELLE ATTIVITA’ DI VITA QUOTIDIANA :

    dimentica piccoli eventi della vita quotidiana, ha difficoltà nel preparare o servire il pasto.

  2.  criticità’ NELLA PROGRAMMAZIONE O SOLUZIONE DEI PROBLEMI:

    compaiono cambiamenti nella capacità di sviluppare e seguire un programma, di ricordare una ricetta che era nota o nel tenere traccia delle bollette mensili.

  3.  SFORZO NEL COMPLETARE GLI IMPEGNI FAMILIARI. A CASA, Al LAVORO E NEL TEMPO LIBERO:

    insorgono problemi in attività come guidare l’auto verso un luogo familiare o ricordare le regole di un gioco conosciuto.

  4.  CONFUSIONE mentale riguardo a TEMPI E LUOGHI:

    difficoltà nel raggiungere luoghi, perdita di orientamento in spazi conosciuti, fatica a ricordare data, giorno, mese, o stagione.

  5. FATICA NELL’ ELABORAZIONE Di un PENSIERO ASTRATTO:

    ad esempio non riuscire a effettuare i calcoli numerici.

  6. PROBLEMI CON IL LINGUAGGIO:

    difficoltà nell’esprimere parole e concetti.

  7.  NON TROVA gli oggetti o METTE LE COSE GIUSTE NEL POSTO SBAGLIATO:

    il malato può posizionare gli oggetti in luoghi non consoni come ad esempio lo zucchero nella caffettiera al posto del caffè, il ferro da stiro in frigo ecc.

  8.  RIDOTTA CAPACITA’ DI GIUDIZIO:

    ad esempio la persona si veste in modo inappropriato rispetto alla stagione.

  9.  MANCANZA DI INIZIATIVA E RITIRO DAL LAVORO E DALLE ATTIVITA’ SOCIALI:

    lentamente tende ad isolarsi.

  10. CAMBIAMENTI DI UMORE E PERSONALITA’:

    può presentare repentini cambiamenti come improvvisi scatti di collera e irascibilità alternati a momenti di depressione e astenia.

PRENDERSI CURA DEL MALATO

Con l’aggravarsi dei sintomi la persona affetta da Alzheimer  o demenza senile tende a dimenticarsi anche di come si svolgono semplici gesti quotidiani, come vestirsi, preparare da mangiare, curare se stesso e i propri spazi. Proprio per questo, soprattutto nelle fasi avanzate, si rende necessario non lasciare la persona anziana sola, ma affiancarle alcune figure di sostegno, che siano già parte della famiglia o esterne. Sarebbe ideale che il “caregiver”, cioè chi si prende cura del malato, non sia mai una persona sola. Questo però non sempre è possibile, soprattutto in famiglie ristrette e ogni nucleo si organizza come può. Anche un aiuto esterno come un “ badante”,  inserito gradualmente, può essere di grande sostegno all’anziano  e alla sua famiglia.

PRENDITI CURA DI TE

E’ importante che chi si occupa di un malato di Alzheimer trovi comunque degli spazi da dedicare a sé stesso perché se frustrato, senza gratificazioni, diventa meno paziente ed empatico verso chi assiste e questo rende meno efficace il suo intervento. Per i caregiver, soprattutto se familiari della persona con perdita di memoria, è utile anche trovare momenti per confrontarsi sulle esperienze e le fatiche che si stanno affrontando.  Momenti di condivisione come questi, che siano in famiglia o con persone che abbiano vissuto esperienze simili, aiutano ad affrontare la malattia del proprio caro in maniera più serena.

Se vuoi approfondire questo argomento o avere un aiuto su come prenderti cura di una persona con perdite di memoria ti consigliamo di consultare questo manuale: https://demenze.iss.it/materiale-info/  per Volume: Alzheimer. Conoscere la malattia per saperla affrontare 

NON SEI SOLO!

L’impatto della demenza sulla famiglia del malato è molto pesante sia sul piano emotivo che economico. Per chi si prende cura di una persona malata di Alzheimer o di altre forme di demenza senile  il Sistema Sanitario italiano mette a disposizione una serie di servizi. Ti basta inserire regione e provincia di provenienza per sapere quali sono i Centri specializzati più vicini a te e come contattarli. Per quasi tutte le strutture è necessaria una prima valutazione da parte del proprio medico di base.

Scopri di più quihttps://demenze.iss.it/mappaservizi/

PREVENZIONE

Morbo di Alzheimer e demenza senile non sono malattie ereditarie, esistono però dei fattori di rischio legati allo stile di vita che possono favorirne o limitarne lo sviluppo.
La prima forma di prevenzione è svolgere ogni giorno attività che mantengano il cervello in allenamento come leggere il giornale o un libro, scrivere lettere, fare cruciverba, visitare una biblioteca o partecipare a un gioco come scacchi o dama. Queste sono tutte attività semplici che possono contribuire ad avere un cervello in buona attività

AIUTIAMOCI CON L'ALIMENTAZIONE

Aumentano gli studi scientifici che mettono in evidenza l’esistenza di un filo sottile che lega l’alimentazione alle funzioni cognitive. Giorno dopo giorno, infatti, gli alimenti che assumiamo contribuiscono a sostenere le cellule del nostro cervello e possono essere responsabili di alterazioni che ne compromettono il corretto funzionamento

Fondamentali con l’incedere dell’età sono alimenti ricchi di antiossidanti come verdura, frutta ma anche il pesce, i legumi e la frutta a guscio. Questi sono del resto gli alimenti che dovrebbero costituire la base della nostra dieta secondo i principi base della dieta mediterranea. Dall’altro lato, è importante ridurre il consumo di carne e formaggi molto stagionati.

Un altro aspetto da curare è invece una buona salute dal punto di vista cardiovascolare, tenendo innanzitutto monitorata la pressione arteriosa e integrando la propria dieta con alimenti che mantengano i vasi sanguigni in buono stato come possono essere gli Omega 3, o prodotti contenenti Ginkgo Biloba o Bacopa.

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DOVE TROVARE SUPPORTO

A Bologna, puoi richiedere un supporto qualificato direttamente a casa tua o a casa del tuo familiare con il servizio domiciliare privato di Assistiamo, chiedi informazioni anche nella tua LloydsFarmacia.

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