La nostra salute dipende principalmente da quello che mangiamo

Un’alimentazione equilibrata significa prevenire le malattie, ma la dieta ha un importante ruolo terapeutico quando la salute viene a mancare.

La disfagia, la difficoltà a deglutire cibi solidi e liquidi, può colpire per cause diverse a qualsiasi età. I più colpiti in assoluto sono gli anziani per cui il 40% presenta disturbi di deglutizione ed è un problema che è destinato a diventare sempre più rilevante, considerato che l’Italia, dopo il Giappone, è il paese più longevo al mondo.

Ti è mai capitato di pensare a quanti aspetti essenziali per la nostra vita siamo abituati a dare per scontati? Respirare, vedere, camminare o… mangiare. Poi basta anche soltanto un brutto raffreddore, le gocce di un collirio durante un controllo dall’oculista, una storta o una frattura e tutto cambia e non vediamo l’ora di tornare alla normalità.

Per questo è stato molto interessante e anche sorprendente partecipare al primo incontro Nazionale sulle fragilità alimentari, organizzato dalla cooperativa sociale Società Dolce, che si è tenuto venerdì 6 novembre a Fico Eataly World a Bologna: “Liberi di mangiare”.

Tema principe, l’alimentazione equilibrata come prima risorsa per la prevenzione, ma anche come supporto per affrontare al meglio anche gravi patologie. Legato a questo, il problema delle fragilità alimentari, di chi pur volendo mangiare non può più farlo liberamente.

 

L’IMPORTANZA DELLA DIETA COME PREVENZIONE.

Grazie a Roberto Carcangiu (Chef e Presidente di APCI Associazione professionale dei cuochi italiani) parti da un semplice esercizio che ti aiuta a capire quanto il cibo è importante per il tuo benessere anche al di là dell’aspetto puramente fisiologico di “nutrimento”.

Chiudi gli occhi e immagina di essere in un luogo freddo, umido e buio e prova a riconoscere le sensazioni che questa immagine ti evoca. Pensa poi di tornare a casa e trovare la tavola apparecchiata. Davanti a te un piatto di polenta fumante con ragù o il tuo piatto preferito che ti possa scaldare stomaco e spirito. Il freddo e il grigiore spariscono in un lampo.

Come è vero che una dieta equilibrata allontana il rischio di malattie, lo squilibrio o una dieta monotematica, al contrario, sono un fattore di rischio molto alto.

Il 30% dei nuovi casi di tumori potrebbe essere evitato anche solo con una buona alimentazione. E’ un valore altissimo se ci pensi.

Questo perché una dieta ipercalorica, iperproteica da proteine animali e ricca di zuccheri raffinati, agisce su più livelli nel nostro organismo. Aumenta la proliferazione cellulare e quindi il rischio di sviluppare tumori.

La dieta mediterranea è considerata la migliore perché non esclude nessuna categoria di alimenti, ma si fonda sull’equilibrio e sulla varietà.

Ruolo terapeutico della dieta nella malattia
Numerosi studi in ambito oncologico hanno dimostrato che il decorso e l’esito della malattia sono migliori se dieta e peso sono monitorati. La prognosi peggiora notevolmente, invece, per pazienti obesi. I pazienti che soffrono di malattie cronico-degenerative o che devono affrontare cicli di chemioterapia, possono andare incontro a una malnutrizione che può portare, al contrario, a una pericolosa perdita di peso fino all’anoressia.
Cause e rischi della fragilità alimentare
Negli anziani le cause possono essere dovute a un indebolimento dei muscoli della deglutizione dovuto all’età, ma l’insorgenza aumenta notevolmente in caso di ictus o di malattie neurodegenerative come Parkinson, Alzheimer, SLA, sclerosi multipla o tumori del tratto orofaringeo. Il rischio è che il cibo vada “di traverso” e l’aspirazione di cibi o di liquidi può portare a polmonite o a morte per soffocamento. La paura di mangiare che si instaura sia in chi ha il problema, ma anche in chi si prende cura di queste persone, rischia di portare a malnutrizione e a disidratazione a causa di un’alimentazione povera di acqua e contenuti nutrizionali. Questo porta al peggioramento di eventuali malattie croniche e della qualità della vita dell’anziano.
Come riconoscere i primi sintomi
E’ importante riconoscere i primi sintomi per poter  affrontare al meglio le malattie in corso e vivere bene l’ultima parte della vita che sia la tua o quella dei tuoi familiari. Si possono verificare: tosse ricorrente ai pasti, abbassamento del tono della voce, difficoltà a deglutire l’acqua, residui alimentari in bocca e perdita di peso non spiegata.
Come comportarsi con la disfagia
Se cominci a notare questi sintomi su te stesso o in un tuo familiare parlane con il medico. In caso di diagnosi di disfagia è indispensabile cambiare tipo di alimentazione. Anche una più opportuna postura può agevolare il processo di deglutizione. Evita consistenze miste e opta per consistenze morbide (flan, mousse, paté). Un grosso rischio in queste situazioni è non bere acqua a sufficienza perché è la prima a provocare difficoltà di deglutizione. L’acqua, però, è indispensabile per il nostro organismo. Per questo esistono le acque gelificate, accertati di assumere l’equivalente di un litro e mezzo di acqua sotto forma di acqua addensata per mantenere una corretta idratazione.
All’incontro “Liberi di mangiare” è stato sorprendente come la tecnologia e l’innovazione di Medeat, in collaborazione con l’Università di Genova per la parte scientifica, abbiano portato a proposte sicure come texture, complete e che tengono conto anche delle diverse esigenze e del gusto dei pazienti. Al buffet abbiamo assaggiato la caprese di tonno con pomodorini dolci, il flan di carciofi, il tacchino con capperi e olive e addirittura una fetta biscottata con la marmellata da poter mangiare al cucchiaio. Tutto in versione flan o mousse, deliziosi e accattivanti anche per l’occhio. C’era anche il tiramisù aromatizzato al caffè, ma è finito subito… wink

Dove trovare supporto

A Bologna, puoi richiedere un supporto qualificato direttamente a casa tua o a casa del tuo familiare con il servizio domiciliare privato di Assistiamo, chiedi anche in LloydsFarmacia.

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